Builder biography   Biografia costruttore 
DEL PIANO, DONATO   Born - Nato: 1704  Grumo Nevano   Synonyms - Sinonomi
PIANO
DEL PIANO
DONATO
DEL
Died - Morto: 1785  Catania
Era - Epoca: XVIII
Type - Tipo: costr
Profile activity - Profilo Attività

Sacerdote napoletano costruttore di organi vissuto tra il 1704 ed il 1785. Sin dal 1729-1730 risulta attivo in Sicilia dove realizza gli strumenti della chiesa di S. Pietro in Modica (Ragusa) e della Matrice di Avola (Siracusa) (G. Dispensa, 1988, p. 30) insieme al fratello Giuseppe che nel 1728 aveva realizzato, forse insieme allo stesso Donato, l'organo per la Collegiata di S. Paolo a Rabat (Malta) (J. Azzopardi, in corso di pubblicazione). In seguito proseguì la propria attività di costruttore e restauratore di organi in tutta la Sicilia, mentre non risulta documentata una sua presunta attività cembalistica (G. Dispensa, 1988, p.30). Nel 1732 riceve un pagamento per l'organo costruito nella chiesa di S. Caterina di Zurrieq (Malta), di cui rimangono solo alcuni frammenti, (A. Mangion, in corso di pubblicazione) e nel 1734-35 realizza quello per la chiesa di S. Sebastiano in Ferla (Siracusa) (G. Dispensa, 1988, p.30). Tra il 1740 ed il 1770 è attivo nella cattedrale di Piazza Armerina ove realizza due grandi organi, di cui uno ancora esistente ed in corso di restauro, e restaura l' organetto del capitolo della stessa chiesa (L. Buono, in corso di pubblicazione). Nel 1746 il sacerdote riceve un pagamento per aver restaurato lo strumento della Cattedrale di Siracusa (Ibidem), e nel 1748 realizza lo strumento eistente nella matrice di Vittoria (Ragusa) (G. La Barbera, 1988, pp.111-125); al 1755 risale la prima convenzione per la costruzione del monumentale organo del monastero di S. Nicolò l'Arena, modificata poi nel 1763, che si protrasse almeno fino al 1764 (V. Casagrandi, 1937, p.102-114). Lo splendido strumento, che prevedeva originariamente cinque tastiere (tre centrali e due laterali collegate fra loro) ed una settantina di registri, versa oggi in pessime condizioni e sebbene gran parte del materiale originale sia andato perduto il suo restauro sembra ormai abbastanza prossimo. Al 1763 risale un altro suo intervento di restauro dello strumento della Cattedrale di Siracusa (G. Dispensa, 1988, p.31) e forse allo stesso periodo risale la costruzione di cinque organi in altrettante chiese di Sortino (Siracusa) (Matrice S. Giovanni, S. Sofia, Carmine, Monte Vergine, Annunziata) di cui solo tre strumenti ci sono pervenuti (Ibidem). Tra il 1769 ed il 1774 il Del Piano realizza due importanti strumenti nel palermitano, l'organo per la chiesa di S. Domenico in Palermo (Ibidem, pp.31, 173-174), con 15 registri, di cui si conserva solo il prospetto originale essendo stato lo strumento modificato posteriormente, e quello ancora esistente nella chiesa di S. Maria di Loreto a Petralia Soprana (Palermo) (Ibidem, p.32). Infine agli anni 1776-1778 risalgono altri tre strumenti realizzati dal sacerdote napoletano nel siracusano, cioè l' organo per la matrice di Buscemi (Siracusa), firmato e datato 1776 ed attualmente smontato in attesa di restauro (L. Buono, in corso di pubblicazione), e due organi a lui attribuibili cioè quello del Carmine di Carlentini (Siracusa) datato 1777 (Ibidem) e quello della chiesa del SS. Salvatore di Noto realizzato probabilmente nel 1778 (G. Dispensa, 1988, p.32). Vengono inoltre a lui attribuiti gli organi esistenti nelle chiese matrici di Comiso e Monterosso Almo (Ragusa) (S. Appiano, 1993, pp.56, 62) e si ha notizia di altri strumenti realizzati nella chiesa di S. Antonio di Padova di Agira (Enna), nella matrice di Leonforte (Enna), nella chiesa dello Spirito Santo di Vizzini, ora non più esistente, e per il collegio dei Gesuiti di Siracusa (G. Dispensa, 1988, pp.31-32). Gli strumenti di Donato del Piano sono caratterizzati da prospetti barocchi riccamente intagliati e dorati realizzati da maestranze siciliane e da particolarità strutturali, come il particolare sistema di trasmissione della pedaliera a doppia leva lignea e la presenza di numerosi registri di flauto di diversa foggia, che probabilmente influenzarono la produzione organaria coeva e posteriore come quella degli organari Platania (v.) la cui produzione del secolo XIX si distingue proprio per la quantità e particolarità dei registri di flauto. L.B.


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